C’era una volta il container…
Prendendo spunto da una canzone di Lucio Dalla,^Caro amico rovaiolo ti scrivo così mi sfogo un po’^....
Questo sfogo non è solo mio, ma credo di molti di noi. Per chi non fosse al corrente di quello che è accaduto in questi giorni, voglio raccontarvelo
Vi sarete accorti che qualcosa è cambiato al Rovo. La passeggiata che facciamo dal parcheggio al lago da qualche giorno è diversa sotto l’aspetto paesaggistico; qualcosa manca… cosa? IL CONTAINER! Quel cassone sulla strada sopra il lago, con porta e finestre, che per molti di noi era esteticamente brutto, ma nello stesso tempo utile, non indispensabile… ma utile sì!
Per questo cambiamento possiamo ringraziare una persona,alla quale,per comodità voglio dare in questo racconto un nome di fantasia;la chiamerò “L‘Infame”.
Ma come tutte le storie,anche questa va raccontata dall’inizio.Un sabato mattina si presenta al campo un vigile urbano che ci intima la rimozione del container perché,a suo giudizio,si trattava di abuso edilizio.Infatti il vigile non si sbagliava.Di quello si trattava! Ma era un rischio che avevamo accettato di correre,preventivando,al momento della decisione di piazzare il container,che i vigili sarebbero potuti intervenire,ma no avevamo preventivato che questo potesse avvenire cosi presto!!!
Non è questo che mi fa rabbia,ma è come il vigile possa essere venuto a sapere del container.Andiamo con ordine e ritorniamo alla storia.
Il vigile,non facendo altro che il suo dovere,comprendendo che noi siamo al campo solo per giocare durante il nostro tempo libero,ci è venuto incontro dandoci tre settimane di tempo per rimuovere il container.La”coltellata alla schiena”,perché di questo si tratta,è arrivata nel continuare questo dialogo,assolutamente amichevole,con il vigile che ci ha riferito che era venuto a controllare a seguito di una segnalazione verbale (quindi non scritta e firmata!… ecco che inizia ad entrare in scena L‘Infame)di una persona che si sarebbe LAMENTATA della presenza del container.
Il vigile,venutosi ad accertare della reale presenza di quest’ultimo,si è anche accorto della presenza della “casina”sul lago,dubitando della legalità di questa seconda costruzione.Il vigile,in secondo momento ,informandosi dall’ Infame afferma che anche la casina era un abuso edilizio e ce ne intimava l’abbattimento.
Fortunatamente entra in scena un altro protagonista della vicenda,il Geometra, amico di un nostro amico,che è riuscito momentaneamente a ritardare l’abbattimento;questo perche,richiedendo una sanatoria la casina sarebbe salva.
Questa,in breve,è la storia del perche il container non c’è più.
Dopo questo racconto non so se a voi sono sorte delle domande.A me si,e tante, quindi mi viene spontaneo chiedermi:”A chi diamo noia”-”Chi è L’Infame che ha fatto la soffiata non sporgendo regolare denuncia e quindi non assumendosi alcuna responsabilità?”
Come se non bastasse abbiamo purtroppo subito anche dei furti e presto sarà fatta regolare denuncia alle autorità competenti.Sorge pertanto un’altra domanda:”Chi ha rubato il tacchino(una delle sagome da noi utilizzata dal gioco)lungo il percorso e il frullino dalla casina?”-”Si tratterà sempre dello stesso Infame?”
Mi piace immaginare che questa lettera possa arrivare ad essere letta anche dall’ Infame cosi potrà comprendere che con le sue azioni non ci ha affatto scoraggiato,anzi! Ci ha dato uno stimolo a fare sempre più e meglio.L’assenza del container non ci costringerà certo ad andare via,se è questo il pensiero che ha spinto L’Infame ad agire;nel bosco circostante si svolge il nostro giuoco.
Se fosse davanti a noi gli direi anche che il bosco è nostro non suo“sei tu,Infame, che devi andartene”,chiunque tu sia:cacciatore, fungaiolo, asparagiaio, ciclista, vicino di casa, persona comune che va a fare una comune passeggiata,uomo o donna di qualsiasi ceto sociale o religione o…arciere, perche no!
Chiunque tu sia io ho capito solo che ce l’ahi con noi.perché?Cosa ti abbiamo fatto?Sei geloso di noi perche ci divertiamo tutti insieme invece tu non riesci socializzare neanche con il tuo animale domestico?Hai fatto questo per vendicarti di un torto subito da noi?Se si,che tipo di torto?
Tutte queste domande forse non avranno risposta.Mai dire mai,chissà…un giorno risentiremo parlare dell’Infame.Forse quel giorno avrà anche un nome e noi potremo guardarlo in faccia;lui non so se avrà il coraggio di farlo.Allora gli faremo tutte queste domande,domande che la sua identità celata non fa altro che scatenare.In attesa di questo momento noi continueremo a svolgere tutte le nostre attività senza scoraggiarsi davanti a queste avversità,anzi diverremo più forti e caparbi.Mi spiace per L’Infame:a lui resterà solo il compiacersi di quello che ha fatto vedendo il vuoto là dove sorgeva il container.
Forse starà già pensando a come colpire di nuovo,ma non ci fa paura.E’ solo un nemico,uno in più,e come diceva qualcuno molti anni fa:
“MOLTI NEMICI,MOLTO ONORE!!!”
Alessio Rovai
Compagnia Arcieri del Rovo








